
MONTIFERRU
Seneghe,
porta d'accesso
al Montiferru
Il territorio del massiccio del Montiferru - il più ampio complesso vulcanico della Sardegna - si estende a nord di Oristano e congiunge la fertile pianura del Campidano al mare. Trattasi di una zona storicamente a grande vocazione agricola, sapientemente sfruttata per la produzione di prodotti agro-alimentari di ogni genere, fra vigneti con annessi orti e frutteti e pascoli che si alternano a oliveti di pregio.
La biodiversità di questa zona si distribuisce attraverso i vari ambienti e le diverse quote. Dagli oliveti e numerosi frutteti immediatamente limitrofi all’abitato, si sale oltre i 400 metri s.l.m., dove dominano querce, sughere e lecci, scandite da aree destinate anche al pascolo.
La zona costiera è invece ritmata da falesie calcaree e scogliere basaltiche, materiale quest’ultimo ampiamente utilizzato nella costruzione dei nuraghi, dei monumenti preistorici della zona e degli edifici dell'abitato di Seneghe.

Cultura del vino
Come riportato su fonti storiche (Catasto de Candia), il territorio comunale di Seneghe, rispetto alle terre coltivate e alla sua destinazione d’uso, già a metà Ottocento poneva i vitigni tra i sette principali ambiti di utilizzo, quarto in termini di estensione: seminativo, pascoli, selve, vigneti. La superficie vitata era del 17% pari a circa 985 ettari.
La vocazione vitivinicola ha dunque radici antiche forti, mentre oggigiorno risultano destinati ad aree vitate circa 35 ettari, di cui 10 abbandonati o in via di abbandono.
La cooperativa agisce proprio all’interno di questa intercapedine, ponendosi l’obiettivo di recuperare quanta più superficie vitata negletta.
Tutte le aree vitate si strutturano in un territorio collinare che oscilla tra i 300 e i 500 mt sul livello del mare.
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